E’ un sabato, per l’esattezza e’ il 31 Maggio del 2003 quando con il gruppo dell’ASR ’86
decidiamo di rientrare a rivedere il fondo del Due Bocche, o meglio una vecchia risalita
iniziata da Simone Re, circa 8 anni prima, al ramo Dei Bucanieri, alla quale aveva
partecipato l’allora giovanissimo Valerio.
Il gruppo per questa prima punta e’ composto dal sottoscritto, da Valerio Olivetti e da due
dolci donzelle del CAI: Marzia Fulli e Sonia Galassi.
Scendiamo fino alla confluenza (-180 m circa), cioè fino alla sala dove si incontra il
Ramo dei Bucanieri. E’ un arrivo che forma una cascatella di una decina di metri con il
pavimento sottostante. Per arrivare alla risalita c’e’ da fare un traverso di 6-7 m.
Naturalmente le corde e gli armi in loco sono da sostituire. Cercando di forzare il meno
possibile sugli attacchi e sulle vecchie corde avanziamo lungo il traverso e verso la prima
risalita che e’ anche la piu’ esposta. Valerio mi racconta dei numeri che ha fatto Simone
Re a quei tempi per risalire in libera questi saltini. Effettivamente tanto di cappello a tanta
audacia. Ricorda che su per il primo saltino, salito in libera dopo il traverso, li ha tirati
sopra a braccia…..
Molte delle corde che sostituiamo sono state seriamente danneggiate dalle piene che si
sono susseguite in questi anni. Dopo la prima risalita si incontra poi una prima pozza
d’acqua e a seguire un altro saltino di circa 3 m, anch’esso su corda e anch’esso percorso
da scorrimento. Altra pozza d’acqua di circa 3m di diametro e altro salto in risalita di
circa 4 m. Fino a qui la risalita compiuta da Simone con altri, circa 8 anni fa.
Si incontra adesso una pozza più grande, larga circa 5m, con acqua di un colore blu
intenso. E’ da qui’ che inizia il nostro lavoro. All’unanimità’ tocca a me questa prima
risalita. Quindi con le ragazze pon pon sotto a fare il tifo e Valerio alla sicura
riprendiamo dopo 8 anni a risalire lungo il Ramo dei Bucanieri. Scelgo di risalire, sulla
dx (orografica) del pozzetto (circa 10m). Alla sommita’ un altro saltino che
cavallerescamente lascio a Valerio, il quale dopo due fix deve abbandonare per
esaurimento delle batterie del trapano. Per oggi puo’ bastare. Decidiamo di tornare.
Sopra di noi pero’ il vuoto nero e buio occhieggia. Il ramo va’ sempre largo lungo la via
dell’acqua.
Due settimane dopo, il 7 giugno, la banda del buco al completo si ritrova pronta per
calarsi nuovamente dentro. Le ragazze ci hanno preso vizio e neanche Rebecca, la figlia
di Sonia, riesce a distrarre la madre dal sacro fuoco dell’esplorazione. A me e Valerio
non fa altro che piacere di essere accompagnati da si’ tanta belta’, invece dei soliti visi
barbuti. Stavolta dentro ci sono anche Paolo e Andrea che stanno continuando la ricerca
del bypass sul fondo. Li incontriamo proprio alla confluenza del Ramo dei Bucanieri.
Stanno tornando indietro sul traverso. Sono andati a dare un’occhiata al ramo.
A questo punto ci dividiamo. Valerio prosegue sul fondo con loro mentre io con le
pulzelle continuero’ le risalite. Mica male…..
Termino la risalita lasciata a meta’ da Valerio e mi trovo alla base di un’altra cascatella di
una decina di metri. Stavolta e’ Sonia che mi assicura mentre risalgo. In cima stringe un
po’. Arrivo in uno stretto meandro. Lo percorro per pochi metri lungo l’acqua e poi
risalgo con facile arrampicata, all’interno di un dedalo di buchi dall’aspetto
grovieriforme. Proseguo fino a dove non c’e’ nuovamente bisogno della corda per
risalire. Le ragazze sotto chiedono con curiosita’ come prosegue, pero’ si sono prese
anche abbastanza freddo. Ma vi scaldo io ragazze!! Armo la calata, scendo e decidiamo
di avviarci verso l’uscita. Ci incontriamo con gli altri fuori, verso le 01:00 di notte. Io e
Valerio ci siamo portati dietro anche sacco a pelo e salsicce e quindi rimaniamo con
Andrea e Paolo per una tarda salsicciata notturna; mentre Sonia e Marzia tornano verso
Roma.
Il 22 Giugno, di nuovo nel buco. Stavolta la squadra e’ cambita. Oltre a me c’e’ Marco
Giordani, Federica Antonucci, Marco Cuffaro e Edo Bonpiani. Questi ultimi 3 freschi di
corso. Purtroppo stavolta non abbiamo molto tempo. Entriamo di Domenica mattina e la
sera dovremo essere nuovamente fuori. Per Federica, Marco ed Edo e’ l’occasione di
farsi un giretto in grotta, mentre io e Marco andiamo a vedere di proseguire un altro po’
lungo il meandro, portando dentro un po’ di materiale. Da dove mi ero fermato l’ultima
volta continuiamo a salire lungo il meandro. Adesso abbiamo lasciato la parte dove scorre
l’acqua e ci siamo alzati di livello. Siamo nei livelli freatici piu’ alti, l’acqua comunque la
sentiamo sempre scorrere in ambienti vicini. Dopo un’altra breve risalita e un traverso ci
fermiamo su un ennesima risalita di pochi metri.
Ai primi di Ottobre, esattamente il 4 di Ottobre, ci torno con Valerio, Simone Ianniello e
la rediviva Eleonora Prata. Per Valerio ed Eleonora e’ un tuffo nel passato. Entrambi in
questa grotta hanno partecipato a diverse uscite esplorative proprio nei primi anni della
loro vita speleo. E’ un continuo di ricordi e aneddoti. Simone invece ha fatto da poco il
corso ed e’ la prima volta che partecipa ad una punta esplorativa. Non ha ancora capito
bene cosa aspettarsi. Arriviamo in breve alla sala della confluenza. Prima di avviarci
però, verso il nostro ramo, io e Valerio andiamo a dare un’occhiata sul fondo mentre
Eleonora e Simone iniziano il rilievo dal traverso. Diamo una veloce occhiata ad un ramo
sul fondo che avevano trovato l’ultima volta insieme ad Andrea e Paolo. Purtroppo pero’
non sembra niente di interessante. Torniamo dagli altri e proseguiamo il rilievo fin sopra
l’ultima risalita, dopodiché decidiamo di riprendere l’esplorazione. Valerio sale
velocemente la breve risalita su cui mi ero fermato l’ultima volta. Scendiamo poi il
pozzetto successivo, di 7-8 m, tornando sul fondo attivo del meandro. Il meandro si
stringe parecchio se vogliamo continuare a seguire l’acqua. Il gruppo perde un po’ di
speranza e tutti si mettono a mangiare qualcosa. Io intanto mi intigno sulla strettoia. A
forza di mazzettate riesco ad averne ragione. Dopo la doppia esse del meandro,
particolarmente stretta, finalmente il percorso torna ad essere di dimensioni umane.
Arrivo in una saletta dall’alto soffitto (12m circa), dal quale sembra ci sia un arrivo alto.
Le pareti sono bianche e solide, ricoperte da piccolissimi microcristalli. Davanti a me un
meandro-galleria che prosegue deciso !!!
Urlo di gioia, attirando l’attenzione di Valerio, che vedo comparire poco dopo. Ci
guardiamo negli occhi e siamo nuovamente euforici. Ci infiliamo nel meandro galleria,
risalendolo. Questa è più una galleria che un meandro. Finalmente! Valerio ad un certo
punto mi ferma e va a chiamare dietro gli altri, che intanto avevano iniziato a preparare
qualcosa di caldo. Arriva tutto il gruppo: Eleonora è raggiante ed eccitata. Simone un po’ meno. Non si rende conto che stiamo esplorando. Che siamo i primi a vedere e percorrere
questi luoghi??!! Ci chiede se siamo sicuri che qua’ non ci sia mai passato nessuno
/> prima!!!??? Deve essere la nottata e la fatica, lo scusiamo.
Proseguiamo per circa 150 m lungo la galleria che a tratti si alza e nella quale dobbiamo
procedere arrampicando o in opposizione. Finalmente qualcosa che assomiglia ad una
galleria. Arriviamo fino ad un punto dove il meandro curva e davanti a noi una frana. Va
a vedere Valerio. Sembra ci sia effettivamente una frana e una diramazione dalla quale
dall’alto c’è un altro arrivo stretto. Sembra che però si possa passare attraverso la frana.
Decidiamo pero’, vista l’ora e la stanchezza, di iniziare a tornare indietro.
Due settimane dopo (19 Ottobre) siamo nuovamente dentro io e Simone Ianniello.
Completiamo il rilievo fino alla frana che ci avevo fermato la volta precedente. Io poi non
resisto alla tentazione e mi infilo per cercare la prosecuzione. Mi arrampico nella frana
infilandomi in vari pertugi fino a sbucare sul livello superiore del meandro che percorro
per un centinaio di metri fino ad arrivare ad una sala, dalla quale con una calata di pochi
metri e’ possibile tornare sul livello di base dell’acqua. Torno indietro da Simone. Gli
descrivo la prosecuzione e ci avviamo verso l’esterno. L’acqua sembra aumentata
all’interno della grotta. Arrivati alle corde fisse dove iniziano le cascatelle in discesa, ne
siamo certi: l’acqua e’ aumentata. Non ci sono problemi, solo una gran bella lavata.
E’ con la visione dell’ultima sala negli occhi e la curiosita’ di cosa ci sara’ oltre, che si
fermano le esplorazioni del 2003.
Si deve aspettare maggio 2004. Ritorna Marzia e ci fa compagnia il buon Marco De
Antonis. L’obiettivo e’ di tornare in quell’ultima sala che non avevo ancora potuto
percorrere per terminare il rilievo e vederne la prosecuzione. La sala e’ un’ambiente di
circa 10m di lunghezza con fondo fangoso, attraversato da scorrimento di acqua
proveniente dall’ ennesima cascatella di circa 8m. Ricordo che la sommita’ della cascata
non e’ larghissima, pero’ sicuramente percorribile. In quella punta a causa della troppa
acqua presente in grotta ci siamo dovuti accontentare di fare solo il rilievo.
Attualmente non rimane quindi che proseguire nella risalita di questo ulteriore pozzetto,
aspettando casomai la stagione piu’ secca per essere sicuri di non bagnarsi piu’ di tanto.
E’ da evitare questo ramo in condizioni di forte pioggia o nella stagione piu’ piovosa
poiche’ la progressione avviene quasi sempre seguendo la via dell’accqua, specialmente
lungo le prime cascate. La forte vicinanza con l’esterno lo rendono molto reattivo alle
precipitazioni esterne.
Rilievo:
Foto di Marco Taverniti:























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