Anni ’50-’60. La grotta fu rinvenuta il 19 marzo del 1957 dal Circolo Speleologico Romano ed esplorata fino alla profondità di –70m. Le esplorazioni si arrestarono per la presenza, nell’ampio salone alla base del primo pozzo, di un lago che non lasciava ipotizzare possibili prosecuzioni. La stessa situazione si verificò probabilmente nel 1968 quando lo Speleo Club Roma riesplorò e rilevò nuovamente la cavità.

Anni ’80. La prosecuzione verso il sifone fu scoperta nel dicembre del 1985 quando la grotta fu rivisitata da alcuni membri del GS CAI Roma (Quirino Antonelli, Giancarlo Albamonte, Luana Belli, Sonia Galassi, Paolo Giaffei, Fabio Mingolla, Mauro Pappalardo, Umbro Randoli, Livio Russo) che trovarono il lago in secca riuscendo a individuare il passaggio in cui tracima l’acqua in regime di piena e a proseguire le esplorazioni fino ad un sifone alla profondità di –144m. Nel giugno del 1986 Livio Russo tentò di superare il sifone che si rilevò però impercorribile dagli speleosub. In quella occasione, con una breve arrampicata, fu notata da Mauro Pappalardo la piccola fessura soffiante, allora impraticabile, che avrebbe successivamente consentito di raggiungere le parti profonde della grotta. La forte corrente d’aria lasciava presagire grandi sviluppi, ma i lavori per allargare la strettoria furono rimandati di diversi anni. Nel giugno del 1994 alcuni falliti tentativi di disostruzione e un lieve incidente occorso a Ciro Rosa (una ferita alla mano causata da una scivolata) fecero allora sospendere l’esplorazione.

Anni 1999-2003. I lavori sono ripresi solamente a fine agosto del 1999 ad opera sempre del GS CAI Roma. Dopo sei uscite e faticosi e lunghi tentativi, la strettoia fu forzata da Claudio Fulli, Andrea Giura Longo e Roberto Vallone, il 19 marzo 2000: a 43 anni esatti dalla scoperta della grotta da parte del CSR. Le esplorazioni sono proseguite con continuità fino all’estate del 2000, quando a luglio Marco De Antonis, Andrea Giura Longo e Fabio Mingolla raggiungono il traverso a -450m. Nel frattempo la grotta è rilevata fino a -385m. Dall’estate del 2001 il gruppo riprende con continuità le esplorazioni che proseguono fino all’anno successivo: nel giugno del 2002 Marco De Antonis, Fabio Mingolla e Marco Taverniti raggiungono la profondità di –676m, profondità mai raggiunta prima nel Lazio. arrestandosi su un ringiovanimento in cui l’acqua sparisce oltre una fessura impercorribile; nel mese di ottobre viene completato il rilievo raddoppiando, quasi, lo sviluppo della grotta rilevato solo due anni prima.



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