Da anni il GSCAI lavora alla grotta delSecchio; ricordo che la mia prima voltaal Secchio fu circa 4-5 anni fa (alloranon ero neanche del GSCAI) ed aiutai GiuraLongo tirare manzi nel fetido cunicoletto. L’ariaera tanta e quel giorno passammo una lunga stret-toia ed un gomito un po’ franoso fino ad un pic-colo slargo; eravamo esausti ed un po’ demoraliz-zati nel vedere davanti a noi una nuova strettoia.Credo che da quella volta nessuno tornò a sman-zare al Secchio. Comunque l’idea della possibilevia verso Luppa ronzava (e ronza) sempre nelcervello di chi vede questa grotta, pertanto, unavolta divenuto socio del GSCAI, il Secchio fu unadelle priorità per l’estate. Tornai con Marcolinoed Anna; lei era alla sua prima uscita in grotta, edin quel cunicoletto ha dimostrato che non soffri-va di claustrofobia…. claustrofobia che invecestava ben prendendo me quando siamo riusciti adentrare tutti e tre nella stanzettina finale, esatta-mente come le 3 sardine sistemate per lungo nellascatoletta…. non ho detto niente per non impani-care nessuno ma mi sono ben sbrigato ad aprirela strettoia finale per avere un po’ di spazio; quelgiorno ci ritrovammo in una bella saletta, final-mente riguadagnando la posizione seduta, quasieretta! Davanti a noi l’ennesima strettoia soffian-RAMI NUOVI DELLA GROTTA DEL SECCHIO17Prosecuzione alla Grotta del SecchioGS CAI RomaRILIEVO DELLA GROTTA DEL SECCHIO. TRATTO DA LE GROTTE DEL LAZIO, MECCHIA ET AL.cunicolo fangoso, infatti, la grotta cambia total-mente aspetto e diviene una comoda galleria tem-pestata di bianche concrezioni e colate sbrillucci-canti.Ritorniamo con Giuseppe e Maurizio Barbati(SCR) per fotografare e per passare la strettoiafinale da cui proviene l’aria (e l’acqua in periodipiovosi), constatando che dopo tale strettoia lagrotta riprende il suo percorso fangoso e cunico-lare, con lunghi pseudo-sifoni fangosi a collod’oca necessitando di altro (moltissimo) lavoro.A causa del fango che precede il nuovo tratto, èmolto facile che una progressione distratta possarovinare irrimediabilmente le bianche concrezionipresenti. Per questo motivo sconsigliamo di per-18correre il tratto nuovo e siamo stati per moltotempo tentati di non divulgare le foto e la notizia.Gia con la fugace visita esplorativa e con l’attentaprogressione (pulendo vestiti e scarponi e passan-do tutti sugli stessi punti) in fase di documenta-zione fotografica è stato comunque impossibilenon compromettere il candore di alcune parti albordo del “torrente calcitico”. Ci rimettiamo allapersonale coscienza degli speleologi che saprannocontenere la propria curiosità in favore della con-servazione di tale patrimonio. Per lo stesso moti-vo non abbiamo neanche rilevato ed è sconsiglia-bile intraprendere i lunghi lavori di scavo per cer-care di svuotare i sifoni di fango a monte, muove-re il fango vuole dire che alla prossima pioggia il candore del “torrente calcitico” sarà oscurato.
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