Nel 2011 la nostra associazione compie 40 anni di attività speleologica. Correva, infatti, l’anno 1971 – per l’esattezza il 22 giugno – quando il gruppo Speleologico del CAI di Roma vide la luce nell’allora sede di via di Ripetta: ma ci teniamo a ricordare, con orgoglio, che i soci della sezione capitolina del Club Alpino erano attivi da tempi assai più remoti e sono stati pionieri nella diffusione della speleologia in Italia.

Risale agli albori di questa disciplina, ad esempio, l’esplorazione compiuta tra il 1883 e il 1891 nella grotta di Monte Cucco, in Umbria, dallo speleologo fabrianese Giovanni Battista Miliani che sarà in seguito Presidente del CAI di Roma dal 1915 al 1920. Sempre in seno alla sezione capitolina del Club Alpino, nel 1905, sotto la guida dal barone Carlo Fianchetti, vedrà la luce il Circolo Speleologico Romano presieduto allora da Guido Cora. Dopo la morte di Franchetti, nel 1958, il Circolo Speleologico Romano sarà presieduto dal conte Alessandro Datti, contemporaneamente presidente della Sezione del CAI di Roma tra il 1953 e il 1970. E proprio nei primi anni Settanta, sotto la vicepresidenza di Carlo Pettenati, subentrato dopo la scomparsa del Conte Datti, viene costituito all’interno della sezione un Gruppo Speleologico.

Nasce, dopo una lunga gestione nel Consiglio direttivo sezionale, dalla confluenza nel CAI dei componenti del “Gruppo speleologico autonomo romano” fondato da Giancarlo Grazzini, Emma Cea, Roberto Polverini, Giancarlo Guzzardi e Sergio Nozzoli, legati strettamente al Gruppo Speleologico del CAI di Perugia, che resterà a lungo il punto di riferimento tecnico. Nel corso degli anni ’70 il gruppo matura rapidamente.Vengono esplorate cavità nuove negli Ernici, si approfondisce la grotta dell’Ouso di Pozzo Comune (monti Lepini), si collabora con l’Acea per valutare la potabilità dell’acqua dello Pozzo Sventatore a Poggio Cesi e si organizzano spedizioni e campi estivi sull’altopiano di Asiago, in Marocco, sugli Alburni e nelle grotte della Tassare, del Corchia e di Monte Cucco. Nel settembre del 1974 un grande evento: il Gruppo Speleologico dei CAI di Roma – primo fra i gruppi del centro sud Italia – abbandona l’antica macchinosa tecnica della discesa e risalita dei pozzi su scalette, per passare all’attuale progressione “su sola corda”; il minor peso dei materiali e la maggiore autonomia di percorrenza porteranno rapidamente a grandi traguardi esplorativi.

Nel 1977 il gruppo, già attivo nella collaborazione con il Soccorso speleologico, si iscrive alla Società Speleologica Italiana e lo stesso anno, in estate, organizza l’entusiasmante esplorazione del Pozzo della Neve in Matese, allora profondo 690 metri (oggi supera i mille metri di profondità). In quella stessa grotta, l’anno dopo, lo speleosub Matteo Diana porterà a termine una storica immersione che aprirà la strada verso il fondo.

Presidenti del gruppo, in questi anni sono: Giancarlo Grazzini. Giancarlo Guzzardi. Marco Ricci ed Enrico Conti.

Negli anni ’80 l’attività prosegue senza interruzioni, coronata dalla scoperta (nel 1984) del fiabesco ramo fossile dell’Ovito di Pietrasecca (Carsoli) e, subito dopo, della nuova incantevole Grotta Grande dei Cervi. Nello stesso anno alcuni componenti del Gruppo Speleologico del CAI di Roma raggiungono finalmente il fondo dell’abisso di Monte Cucco (Umbria). In Apuane viene scoperto l’impegnativo Abisso Tripitaka, mentre sui Lepini sbuca fuori la divertente prosecuzione della grotta della Rava Bianca (1985) e nel gruppo dei Simbruini, dopo una dura ricerca sul terreno, viene ritrovato l’Abisso di Pizzo Deta. Gli anni ’80 vedranno però anche una fruttuosa collaborazione con le Soprintendenze Archeologiche: prima per il rinvenimento di antichissimi reperti di ceramica nello Sventatoio di Poggio Cesi e successivamente, nel 1987, per l’esplorazione dei lunghi e polverosi condotti delle ex cave di pozzolana romane sprofondate in via di Villa Albani, a due passi dal centro cittadino.

Finale di decennio con le importanti esplorazioni che hanno portato, nel 1987, alla scoperta delle nuove luccicanti sale al fondo dell’inghiottitoio di Val de’ Varri (Pescorocchiano) e due anni dopo, al passaggio della strettoia che chiudeva da decenni il vecchio fondo dell’Abisso Consolini sui monti Lepini (che attualmente raggiugen la profondità di oltre 550 metri). Negli anni ’80 si susseguono alla presidenza del gruppo: Mario Simoncelli, Virgilio Gambini, Carlo Germani, Claudio Fortunato, Livio Russo, Fabrizio Faraglia e Lorenzo Grassi.

E veniamo ai tempi recenti, che hanno visto il gruppo acquisire un sempre maggior numero di soci, con forte richiesta di partecipazione anche ai corsi di tecnica e alle gite sociali sottoterra. Negli anni ’90 é proseguita senza sosta l’esplorazione dell’Abisso Consolini (nel corso della quale é stata rinvenuta nella stessa zona la nuova grotta della Faina). Tra le scoperte spiccano: quella della piccola ma splendida grotta del Secchio (monte Guardia d’Orlando) e quelle della grotta Amedeo Ciaschi e della Grotta di Valle Me-ne-pento (Carpineto Romano). Sono stati organizzati ripetuti campi in Sardegna, con la visita alle principali cavità del Supramonte e del Golfo di Orosei (da Su Bentu a Su Palu): sono state effettuate discese di torrentismo in tutto il centro Italia e sono state ripetute spedizioni al fondo dell’Abisso Vermicano (Campo Catino) e in Matese (agli abissi di Pozzo della Neve e Cul di Bove). Sempre negli anni ’90 é stata rafforzata l’attività di speleologia urbana con l’esplorazione di cavità artificiali, e soci del gruppo si sono impegnati nella costituzione della Federazione Speleologica del Lazio. Alla guida del gruppo, negli anni Novanta si sono alternati: Lorenzo Grassi, Sonia Galassi, Andrea Giura Longo, Andrea Gatti, Claudio Cristofari, Giancarlo Lumia.

A partire dal 2000 il gruppo è stato impegnato nell’entusiasmante esplorazione dei nuovi rami della Rava Bianca. Superata una strettoia che aveva interrotto le esplorazioni nel 1985 e stata raggiunta la profondità di -675 metri, facendo della Rava Bianca la seconda grotta più profonda del Lazio. I risultati di questo lavoro sono stati presentati in convegni e pubblicazioni della Federazione Speleologica del Lazio. Nel 2005 le esplorazioni sono proseguite fino oltre i -715 metri e non si sono ancora concluse. L’arrivo di nuovi soci e il recente ingresso di speleologi provenienti da altri gruppi romani ha ulteriormente rafforzato l’attività del gruppo in cui va segnalato il lavoro condotto nella promettente grotta dell’Erdigheta in collaborazione con l’ASR ’86.

Nel corso di questi anni sono stati presidenti del gruppo: Gabriele Crassan, Giancarlo Albamonte, Carlo Figliacconi, Marco Taverniti, Antonella Caruso, Valerio Olivetti, Alessandro Ponziani e Antonello Binni (attualmente in carica).



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