Partecipanti: Alessandro, Daniele, Davide, Cristian, Valentina, Marzia e Alessandro
E’ il 20 dicembre e come di consueto usciamo per andare nelle grotte del basso Lazio, ci incontriamo al bar dietro all’Ikea. Prima di vederci lì alle 7:30 passo a prendere Valentina per poi arrivare puntuale all’appuntamento. Al bar incontro subito Alessandro Ponziani e anche Daniele Dragoni che ci allieta inaspettatamente della sua presenza!!!
Poco dopo ci raggiungono Davide, Marzia e il giovane Alessandro. Subito prendiamo l’autostrada A1 direzione Napoli. La giornata si preannuncia soleggiata ma molto fredda. Infatti sul fuoristrada del Ponziani, noto che dopo aver azionato gli spruzzatori dei tergicristalli, i pochi schizzi d’acqua che rimangono sui finestrini si congelano in un batter di ciglio!!!!Usciti dall’autostrada a Frosinone e giunti nel ridente paesello denominato Supino, ci fermiamo in una pizzeria gestita da una simpaticissima signora. Questa, che si chiama Fabiola, ci avverte che per gustare la sua pizza è necessario attendere almeno una ventina di minuti. Decidiamo allora di andare a prenderci un caffè e ritornando in pizzeria alcuni di noi giocano a biliardino (il calcio balilla per capirci)!!! Ma all’arrivo della pizza tutti i giochi vengono “accannati” (come si dice a roma) per dare spazio alla degustazione di questa buona margherita! Ultimata la mangiata ci incamminiamo verso i monti. Giunti alla fonte del Pisciarello, il Ponziani e Marzia propongono di affrontare al grotta del Pisciarello anziché la grotta della Faggetta (avevamo scelto il giovedì precedente di andare alla Faggeta per recuperare un bidone stagno che Simone Ianiello aveva abbandonato…ma purtroppo pare che la permanenza del bidoncino nelle viscere della terra si protrarrà a lungo). Ultimate le vestizioni, raggiungiamo l’ingresso della spelonca che appare non molto largo ma molto fangoso. Superata la parte dell’ingresso, la grotta presenta un paio di saltini di poco conto dopodiché è presente un pozzo da una 15 di metri di altezza. Questo pozzo ha la particolarità di essere completamente esposto ad una cascata che ci ha bagnato dalla testa ai piedi. Seguono poi altri piccoli salti fino a giungere in una sala dove è presente una maschera di Pinocchio e dove ho realizzato il mio primo armo. E’ stato interessante imparare a fare un armo con i metodi tradizionali (senza trapano): capire su quale punto della roccia bucare e poi utilizzare martello e piantaspit per forare e quindi fissare lo spit. Giunto il turno di Davide per la realizzazione di un nuovo armo qualcosa è andato storto…magari la direzione lavori del Ponziani non è stata così efficiente come nel mio caso
. Fatto sta che siamo tornati indietro e ho finalmente avuto l’opportunità di utilizzare la mia personalissima chiave d’armo per il disarmo della grotta (dalla serie più che chiave d’armo la chiamerò chiave da disarmo
). All’uscita della grotta doppo esserci denudati al buio e al freddo di 2° sotto lo zero (ad un certo punto non sentivo più le dita), come di consueto ci siamo rifocillati in un ristorantino dove ci hanno servito delle buone pietanze ma dalla scarsa quantità
. Dopodiché ci siamo avviati verso casa felici e soddisfatti della giornata nel buco
.
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