Partecipanti Antonella, Daniele D.,Eloy, Alessandro piccole e grande, Silvia, Vincenzo, Daniele F. e  Davide.

Un giorno Antonella C. viene al gruppo,  prende del materiale e dice domenica mi voglio andare a fare una passeggiata sopra la Rava a vedere se trovo gli Ousi dei Cavoni.  Dopo qualche domenica gli faccio – ma hai trovato niente. Lei mi dice – niente.

Ma che cosa sono questi Ousi dei Cavoni? Mi domando io.

Sono dei buchi situati sopra la Rava Bianca  e siccome l’entrata della Rava è un etrata bassa (questo si deduce dal comportamento dell’aria) uno di questi potrebbe esserne l’entrata alta.

Così gli domando se posso venire con lei a dare un occhiata. Ma non sono il solo che rimane incuriosito e all’uscita siamo una decina: io, Antonella, Eloy, Alessandro piccole e grande, Silvia, Vincenzo, Daniele F. e  Davide (scusate se mi sono scordato qualcuno non ho un grande memori).

Con delle fotocopie dell’Alberta e dopo la sfacchinata dell’avvicinamento cerchiamo i buchi.

Io mi infilo con Alessandro R. nell’Ouso 5° dei Cavoni (n. catasto 554), mentre Vincenzo e Davide nell’Ouso 6° (n. catasto 555).

Ma non riusciamo a trovare quello che ci interessa, ovvero l’Ouso 3° dei Cavoni.

Sarà Eloy, quando avevamo perso le speranze ,che lo troverà nascosto dietro un albero e a circa 60 metri sopra dell’ingresso della Rava Bianca.

Dopo circa 40 anni entriamo dentro questa grotta (io sono il primo). Ma purtroppo chiude subito a causa di una frana che ha riempito  la prima strettoia.

Iniziamo a portare a mano i sassi fuori e a disostruire. Riusciamo solo a pulire la strettoia a e mettere il primo spit per scendere il primo pozzo.  Si è fatto tardi e dobbiamo tornare a casa( o meglio si è fatta l’ora della Sbirra).

Qualche settimana dopo il 23/5  decidiamo di riandarci ma il numero dei partecipanti si assotiglia siamo solo io Antonella e Alessandro R..

Ci vediamo al solito bar del solito posto del solito appuntamento (Ikea).

Li ho incontrato lo speleo club che andava agli Urli e ho potuto scambiare due chiacchere con il Pintus .

L’ho tentato a venire con noi, ma poi il dovere di istruttore la fatto desistere.

Mi ha raccontato che loro hanno lavorato molto tempo fa ad un altro Cavone e hanno trovato un passaggio che tira molta aria. Dovrebbe essere il Cavone dove Davide e Vincenzo sono entrati . Infatti li c’erano degli spit piantati. Salutiamo quelli dello spelo club e adiamo ad esplorare

Questa volta troviamo subito l’ingresso, cioè lo trova Antonella perché io ed Alessandro siamo già arrivati in cresta.

L’obbiettivo e riamare la grotta per poi fare successivamente la colorazione.

La grotta non è molto profonda sarà un meno 30.  Sicuramente non è stata frequentata da molto tempo, infatti non abbiamo trovato ne spit ne fix. Presenta un pozzo da 14 e dei pozzetti su cui abbiamo messo corda ma sono disarampicabili . Ci sono Tre passaggi stretti ma ci si passa comodamente, forse si potrebbe allargarli con scalpello e mazzetta. Ci sono due salettine con dei fusi che salgono e alcune parete crollate. La grotta finisce con un piccolo meandro di una decina di metri che chiude con una passaggio stretto non percoribile . Prima di questo passaggio c’è una pozza e sembra ce ci sia scorrimento d’acqua.  Abbiamo visto con la bussola che punta di direzione della rava, ma non ci è sembrato che tirasse aria.

La grotta sarebbe da rivedere, perché ci sono dei buchi e parti da controllare.

Alcune settimane dopo Antonella è andata a fare la colorazione ma siamo ancora in attesa dei risultati.



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